Postato il Sunday, 29 April @ 10:10:00 CEST di mino
Il dialetto italiano parlato a Santi Cosma e Damiano, se si tiene presente la posizione geografica del comune, ha aspetti singolari: non è Campano, ma neanche Ciociaro. Santi Cosma e Damiano è un centro del Lazio Meridionale che apparteneva al Regno delle Due Sicilie prima dell'Unità d'Italia. Per questo motivo, il dialetto ha assonanze per molti vocaboli al dialetto campano, ma con fondamentali differenze: nel Sancosimese l'indicativo passato tipicamente usato è il tempo passato prossimo, es. "so jito" per "sono andato" o "andai", mentre nei dialetti campani si usa per lo più il passato remoto, es. "ietti"; nel Sancosimese si usa la forma "a +infinito" in luogo del gerundio, es. "steo a fatià" per "stavo lavorando", invece forma tipiche campane è "faticannë". Ancor più caratterizzante è l'utilizzo di tutte e 7 le vocali fonetiche italiane, laddove il Campano usa la "e" indistinta. La "e" indistinta predomina anche nei paesi costieri della provincia di Latina e di alcuni dell'entroterra, dando vita ad un vocalismo di tipo "altomeridionale", presente in alcuni comuni anche all'interno della parola nelle vocali "toniche". A Santi Cosma e Damiano, invece vi è un vocalismo (sia tonico che atono) abbastanza affine al tipo "sabino" o "mediano", nonstante il dialetto sia ricco di elementi "altomeridionali".
Un’altra metà del dialetto è per vocaboli e locuzioni assimilabile al Ciociaro: "glió" per "il" o "lo", "abbìa" per "soltanto", "a cché té" per "dalle parti di", "èsso-glió" per "eccolo", ecc., espressioni tipiche delle zone linguisticamente "mediane" del Lazio (cioè i Monti Lepini). Alcune parole vengono rafforzate con l'aggiunta del postfisso "-né"; in particolare la particella può essere aggiunta per rimarcare un pronome personale di prima e seconda persona singolare ("i-né", "tu-né") o per le risposte a domanda in genere("sì-né", "no-né", "la-né"). Il postfisso in questone era proprio anche del Romanesco antico.
Il Sancosemese conserva dal latino il genere neutro singolare per nomi di sostanze e materie e per parole che non ammettono forma plurale (con alcune eccezzioni): maschile) "glió/chìglio cane" per "il/quel cane", neutro) "lo/chello pane" per "il/quel pane".
I comuni limitrofi non costieri linguisticamente hanno maggiore influenza ciociara. I comuni limitrofi costieri invece linguisticamente hanno maggiore influenza campana. Quest'ultima influenza dialettale sta crescendo anche a Santi Cosma e Damiano negli ultimi decenni; ciò è dovuto al continuo afflusso di Campani nei centri delle province di Latina e Frosinone. Un esempio di questa tendenza è la diffusione di espressioni del tipo "i aggia fa" per dire "io devo fare", quando in realtà si direbbe tradizionalmente "ine tènga fa". In alcuni casi, però sono presenti anche parole del dialetto Romanesco.
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